domenica 9 luglio 2017

Dal Vaticano lettera ai vescovi: "L'ostia senza glutine non è valida"

Una lettera della Congregazione per il Culto Divino e sacramenti, indirizzata ai vescovi di tutto il mondo, ha ribadito i compiti di vigilanza sulla qualità del pane e del vino destinati all’Eucaristia. Nella missiva, in particolare, è scritto che “le ostie completamente prive di glutine sono materia invalida per l'Eucaristia”. Inoltre si fa riferimento alla responsabilità dei sacerdoti nel verificare chi provvede il pane e il vino per la celebrazione.

Ostie non valide senza glutine - Serve almeno una minima quantità di glutine perché l'ostia sia considerata valida per la consacrazione. E il grano utilizzato può essere Ogm. Lo ribadisce la Congregazione per il Culto Divino e i sacramenti nella lettera indirizzata ai vescovi di tutto il mondo. Ma la quantità di glutine può essere infinitesimale (purché ci sia) e quindi la disciplina, peraltro già in vigore, non danneggerà chi soffre di celiachia.

Ribadite le norme emanate nel 2003 - Il documento a firma del cardinale Robert Sarah ribadisce integralmente le norme emanate nel 2003 dall'ex Sant'Uffizio "riguardanti le persone che, per diverse e gravi motivazioni, non possono assumere pane normalmente confezionato o vino normalmente fermentato". "Le ostie completamente prive di glutine - si legge nel testo – sono materia invalida per l'Eucaristia. Sono materia valida le ostie parzialmente prive di glutine e tali che sia in esse presente una quantità di glutine sufficiente per ottenere la panificazione senza aggiunta di sostanze estranee e senza ricorrere a procedimenti tali da snaturare il pane". Mentre "la materia eucaristica confezionata con organismi geneticamente modificati può essere considerata materia valida".

I consigli dell’Associazione Italiana Celiachia ai parroci - Sul sito dell’Associazione Italiana Celiachia sono riportati diversi consigli in relazione all’Eucarestia. Ai parroci, si legge, “è richiesta un'attenzione particolare nel conoscere coloro che, nella propria parrocchia, sono celiaci; si consiglia di conservare in ogni parrocchia una quantità adeguata di ostie per celiaci in un contenitore a parte; è meglio evitare manovre o atteggiamenti che possano far sentire diversi i fedeli celiaci”.


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