sabato 8 luglio 2017

Quanto a lungo dovremmo pregare?

Per questa cosa possiamo imparare dai nostri amici ortodossi. Dovremmo pregare fino a quando non avremo riempito lo spazio tra il credere e il non credere.

Dovremmo pregare fino a quando non sentiremo un senso di rilascio e di completamento. A quel punto dovremmo andare avanti con la nuova convinzione,  "vedere" e "sentire" ciò che è vero, indipendentemente da cosa possa venirci rivelato attraverso i sensi. Questo è il significato dell'espressione "camminare nella fede".

Dopo aver raggiunto la realizzazione interiore della nuova e desiderata condizione, dovremmo pensare, sentire e agire come se il risultato della nostra preghiera fosse già stato raggiunto, senza reagire a qualsiasi altra apparenza esteriore che possa dire il contrario.

Sappiamo che le apparenze esteriori non sono altro che riflessi dei nostri stati mentali, pertanto la domanda da porsi è questa: vogliamo vivere nella coscienza del completamento o in quella della mancanza e della limitazione? Questa è la domanda e dobbiamo trovare una risposta. Come risponderai tu?

Non siamo separati da Dio. Il fatto di credere di esserlo è la causa di tutti i nostri problemi e della cattiva sorte che possiamo sperimentare. Quando crediamo di essere separati da Dio preghiamo in maniera inefficace. Quando sappiamo di essere Dio che si esprime in questo mondo, possiamo reclamare la nostra eredità di "figli di Dio".

  - Roy Eugene Davis
  Studies in Truth - 1976

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