sabato 9 settembre 2017

COMMENTO AL VANGELO DOMENICA 10 SETTEMBRE

+ Matteo 18,15-20

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Con ogni probabilità nella comunità di Matteo sorgono dei dissidi, delle incomprensioni tra i vari membri e quindi l’evangelista mette per iscritto sul come Gesù avrebbe affrontato un simile problema.
Un primo elemento da mettere in evidenza è che il verbo “ammonire” della traduzione non è perfettamente consono, ma sarebbe meglio usare “convincere”, termine più appropriato.
Quindi in caso di dissidio tra due persone sarà più facile che la persona offesa muova il primo passo verso l’altro/a al fine di “convincerlo/a” dell’errore commesso (psicologia fine!! Normalmente l’offensore è più duro sulle sue posizioni e meno incline a dialogare). Questo primo passo avvenga con meno clamore possibile, solamente a quattr’occhi; in caso di esito negativo, riprovare con testimoni (come era scritto nella legge di allora) al fine di poter dimostrare in seguito almeno di averci provato.
Solamente dopo vari tentativi rendere pubblica la diatriba affidandosi alla comunità e ancora in caso di negatività trattare l’offensore come un “pagano” e qui Matteo si rifà all’insegnamento di Gesù quando diceva “ama il tuo nemico” e i nemici di allora per il popolo ebraico erano i romani/pagani.
Perciò tratta il tuo offensore non con astio e rancore ma continua a rispettarlo, a trattarlo con civiltà; tutto nell’insegnamento del Nazareno è improntato all’amore/dialogo/condivisione per sanare i problemi e mai per acutizzarli e incancrenirli.
Circa le due righe sul “legare” il Nazareno ci dice che ognuno di noi più nodi negativi lascerà irrisolti nella sua propria vita e più ostacoli rimarranno per avvicinarsi al messaggio di Dio (in questo caso cielo). Solo cercando di non avere dissidi tra fratelli/sorelle avremo la possibilità di avvicinarci alla realizzazione del compimento del Regno. Vivere “legati” da rancori, incomprensioni, odi non può che portare ad allontanarsi dal cuore del messaggio anche se si vivrà nel pieno rispetto dei riti ecclesiali.
Nelle ultime tre righe vi viene incontro il biblista che conosce il testo in lingua originale; infatti la traduzione del verbo “mettersi d’accordo” è “sinfoneo” da cui anche la nostra sinfonia, orchestra sinfonica.
Questa precisazione mi aiuta a capire la frase “se due si mettono d’accordo”, tradotto con sinfonia, mi fa vedere l’importanza di suonare la stessa melodia, non tutti/e con lo stesso strumento, ma ognuno con il proprio strumento, ognuno con il proprio stile, ognuno con la propria spettacolarità, ognuno con la propria passione, ma tutti/e con lo stesso obiettivo scritto nello spartito che è davanti ai nostri occhi, spartito scritto da un maestro e condiviso al meglio da tanti/e orchestrali/e.
Sergio


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