lunedì 18 dicembre 2017

Il cieco Bartimeo e il cieco di Betsaida

EUCARESTIA 17.12.2017 IL CIECO BARTIMEO E IL CIECO DI BETSAIDA
RIFLESSIONE

I due brani letti ci propongono due figure contrapposte: il cieco Bartimeo e il cieco di Betsaida. Il primo cerca attivamente l’attenzione e l’aiuto di Gesù nonostante vogliano farlo tacere. E’ una figura che Gesù incontra per strada, ma che lotta per uscire dalla marginalità a cui la sua condizione lo ha costretto e, proprio per questo, riesce a cambiare la sua vita. Il secondo, invece, non ha nome; è una figura passiva che si lascia portare da Gesù ma non sembra avere parte attiva nel processo di “guarigione”. Sembra essere rassegnato e incapace di sperare in un futuro diverso. La particolare richiesta che viene fatta a Gesù per questo cieco non è quella di ridargli la vista, quanto quella di toccarlo, ovvero di raggiungerlo, di raggiungere un’anima sofferente che si è allontanata dal mondo. Gesù lo prende per la mano e lo accompagna per un pezzo di strada e questo suo “tocco” compie la guarigione. Da qui in avanti l’ex cieco può camminare anche da solo e riconquista, così, la sua vita e la sua autonomia. Quindi, l’opera di Gesù si muove su due binari paralleli: da un lato, una vicinanza e un accompagnamento fisico e psicologico della persona sofferente; dall’altro, la restituzione della sua autonomia di persona che può, poi, proseguire il percorso da solo. Questo genere di condotta può richiamare le tecniche di accompagnamento e inclusione di psicoterapeuti ed educatori e tale, a suo modo, è anche Gesù, che, però, aggiunge alla “tecnica” un investimento affettivo gratuito di enorme portata. Il luogo in cui avvengono questi fatti e che maggiormente attrae Gesù è, ancora una volta, la strada; questa è la sede di incontri che cambiano la vita, sia quella delle persone che lo incontrano che quella di Gesù stesso. Bartimeo, ad esempio, si unisce, poi, ai suoi discepoli, andando così ad arricchire il suo cammino.

Gesù segue la strada e, in particolare, il ciglio della strada, vale a dire quanto di più marginale vi possa essere; in questo mondo dimenticato, egli contrasta l’atteggiamento di chi cerca di mettere a tacere Bartimeo che, a suo modo, è un personaggio eccezionale poiché ha il coraggio di alzare la voce per farsi sentire; dopo anni di sofferenza subita a causa delle logiche sociali dell’esclusione di chi è percepito come diverso o fuori dalla norma, Bartimeo arriva alla consapevolezza che non può più tacere. Ancora una volta, il miracolo parte da noi.

Anna Cau

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