domenica 25 marzo 2018

Canone eucarestia domenica 25 marzo 2018

EUCARESTIA 25.3.2018

RISORGERE VERSO LA LIBERTA’


MUSICA

Poesia iniziale

Ogni memoria di amore si registra nel corpo,
giù nell'oscurità misterica oltre i muscoli,
laddove approssimativamente si sa qualcosa di noi,
avviene il ballo incessante delle cellule,
tra i canti urlati o accennati dei nostri organi,
a tratti un po' scordati o mal sintonizzati.

La', in fondo all'abisso del mare Corpo,
un'armonia si fa nel suo cambiamento.
Tra la testa e i piedi la forza del Dio emerge al nostro tocco,
con la parola gli intrecci cellulari compongono
il suo messaggio.  

Chiara

Introduzione
La resurrezione di Gesù presenta un aspetto sconvolgente per gli ebrei del suo tempo: è una resurrezione del corpo, oltre che dell'anima. In una società in cui Farisei e Sadducei erano in contrasto fra loro rispetto alla possibilità, rispettivamente accettata e negata, di una resurrezione escatologica, l'evento di cui Gesù è protagonista e che si realizza, inoltre, nella storia e non alla fine dei tempi doveva risultare ai suoi contemporanei come qualcosa di inconcepibile e, per questo, destabilizzante. Il messaggio di Gesù torna, così, ad essere vivo e dirompente in mezzo ai suoi discepoli e a noi, discepoli odierni. La dimensione della corporeità acquista la stessa dignità spirituale dell'anima. Ed è proprio il corpo di Gesù a costituire la prova della verità insita nel suo messaggio: vedere per credere.

VANGELO sulla Pasqua (Gv 20, 1-18; Mt 28, 1-10)

«Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba. 2Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. 3Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. 4Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. 5L’angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. 6Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto.7Presto, andate a dire ai suoi discepoli: «È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete». Ecco, io ve l’ho detto».
8Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. 9Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. 10Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno»

COMMENTO AL VANGELO:
Credere alla risurrezione significa credere fortemente nell’amore. E far esperienza di risurrezione a noi è concesso solamente in questa vita, come avvenne a coloro che sperimentarono di essere riportati in vita incontrando l’uomo Gesù di Nazareth.
Si tratta di coloro che furono invitati da Gesù a rialzare la testa, ad ascoltare la voce profonda del proprio cuore, a credere fermamente che il proprio desiderio di vita e di felicità era infinitamente più grande di ogni ‘tu devi’.
La risurrezione è questione terrena. Gesù non ha fatto altro che gridare ai ‘morti’ che incontrava: la risurrezione è molto prima della morte e comincia oggi. Vi si entra ogni volta che si sperimenta che la morte cessa di tormentare la vita. Avvenne così quella mattina di Pasqua, quando donne e uomini, soliti all’amicizia col Maestro, compresero che la risurrezione è possibile nella misura in cui si crede alla parola del Vangelo e che se fai dell’amore il motivo della tua breve esistenza, non conoscerai più la morte, perché vivere così significa vivere già da risorti,
Risurrezione è credere, qui ed ora, che c’è un’unica strada da percorrere ed è quella della libertà. Come il popolo di Israele che nel deserto partì – finalmente libero – senza avere alcuna meta precisa. L’importante è andare avanti, verso la libertà da tutte le schiavitù che impediscono il compimento dell’umano, di realizzare la propria storia e di crescere in umanità. Occorre solo andare avanti, senza chiedersi che cosa sarà il domani. Quello è nelle mani di Dio, e lo riceverai di giorno in giorno come dono.
Sperimenta la risurrezione chi è fino in fondo fedele a se stesso, alla propria felicità, perché questo è l’unico modo per essere fedeli a Dio.
Si vivrà in un mondo di risorti ogni qualvolta che uomini e donne si alzeranno in piedi a risollevare chi è prostrato nella polvere, si batteranno per la dignità degli ultimi e perché la felicità sia finalmente diritto di tutti. In quel momento un pezzo di Pasqua si realizzerà là dove vivremo.
Le donne incontrarono il risorto solo nel momento in cui ‘si allontanarono’ dal sepolcro e si misero in cammino ricordando – letteralmente ‘portando nel cuore’ – le parole di Gesù. Allontanarsi dai luoghi di morte e credere alla potenza del Vangelo, questo significa fare esperienza del Risorto nella nostra vita.
Credere a Gesù risorto vuol dire essere consapevoli che vivendo e incarnando il suo Vangelo, si comincerà a vivere quella che nel Vangelo medesimo viene definita ‘vita eterna’, ossia una vita d’una qualità così alta da vincere anche la morte.
È questa l’esperienza che devono aver vissuto tutti gli amanti di Gesù, e poi raccontati in chiave mitologica negli episodi di apparizione: essere venuti a contatto per anni con la persona di Gesù di Nazareth, con la sua parola, il suo modo di fare e di trattare l’umana avventura, ha voluto dire rinascere qui ed ora ad una vita che non potrà mai più essere imbrigliata dal potere della morte. (Paolo Squizzato)

Adesso mettiamo insieme le nostre riflessioni
1. Signore, troppe volte ho bisogno del tuo corpo per poter credere, senza rendermi conto che tu sei già qui. Troppe volte ho difficoltà ad accettare i miei limiti, anche fisici. Vorrei poter fare di questo corpo il veicolo di un messaggio che è anche mio. Vorrei saper portare queste mie ossa e questa mia pelle nel regno di Dio.
2. Spesso crediamo più a quello che vediamo che a quello che non possiamo toccare, vogliamo che le cose accadano come resurrezioni miracolose. L'ascolto dell'essenza profonda del corpo, quella che risiede nella nostra testa, nella pancia, i muscoli, le ossa, ci svela spesso verità importanti su di noi. Si fa strumento di cambiamento.
3. Signore, aiutaci a non cadere nella ridondanza di una celebrazione sterile, a non ripetere formule liturgiche fatte solo di parole, a non sminuire il carattere rivoluzionario e salvifico di questo evento.
4. Signore, non voglio un Gesù figlio di non si sa quale Dio, che ogni anno viene a risorgere ma coltivare segni di resurrezione nella mia vita quotidianamente.


Tutti. Prendiamo questo pane e mescoliamolo alle nostre speranze; prendiamo ancora questo pane e spezziamolo anche per le nostre debolezze. Offriamo il primo pezzo al nostro vicino in segno di amore e di rispetto. Chiudiamo gli occhi e ringraziamo per la nostra forza.

PREGHIERE SPONTANEE

Recitiamo il Padre Nostro stringendo la mano del nostro vicino
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e sostienici nell’ora della prova, ma liberaci dal male. Amen.


Chiusura:

Voi chiedete com’è la risurrezione dei morti?
Io non lo so
voi chiedete quand’è la risurrezione dei morti?
Io non lo so
voi chiedete c’è una risurrezione dei morti?
Io non lo so
io so soltanto quello che voi non chiedete: la risurrezione di coloro che amano

io so soltanto a che cosa Egli ci chiama: alla risurrezione qui e ora. (Kurt Marti)

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