lunedì 26 marzo 2018

La bestemmia che uccide

C'è una bestemmia che tutto l'anno viene ripetuta in quasi tutte le celebrazioni delle 
comunità cattoliche e protestanti. La ripetono devotamente come una litania o una giaculatoria: "Gesù è morto per i nostri peccati",  "Con la sua croce ci ha redenti",
"Con il suo sangue ha lavato le nostre colpe" e simili...
Prima di tutto va detto che si tratta di un falso storico. Infatti Gesù è morto per le sue scelte di vita e la crocifissione non c'entra nulla con Dio, ma è stata decretata dalle autorità. La bestemmia terribile consiste nel fare di Dio un carnefice, l'assassino supremo che fa morire il suo profeta per espiare dei peccati.
Questo Dio carnefice non esiste: esiste solo il Dio dell'amore gratuito, il Dio che non vuole nessuna espiazione, ma invita tutti e tutte alla conversione. Questo linguaggio blasfemo viene ripetuto a iosa nella settimana di Pasqua per cui in questi giorni sentirete in gran numero ripetersi questo mantra spietato e sanguigno.
Sembra inutile che biblisti e teologi (quei pochi che non hanno a cuore la carriera) lo dicano e lo motivino da decenni. Questo tossico fossile dogmatico è difeso con le unghie dai paladini della "ortodossia" i quali vogliono dei credenti dediti all'espiazione e ai sensi di colpa.
Così si tradisce il messaggio di Gesù, che fidandosi di Dio, è stato dalla parte dei poveri e contro gli oppressori, dandoci una testimonianza di amore e di coerenza che sollecita le nostre vite a seguirlo collocandoci dalla parte degli ultimi.


Franco Barbero

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