sabato 17 marzo 2018

Paolo Rigliano

A cura di Paolo Rigliano, Sguardi sul genere. Voci in dialogo
Proprio mentre si fa martellante l'iniziativa dei fondamentalisti, cattolici e non, i quali hanno inventato l'ideologia gender che costituirebbe la distruzione del modello unico di famiglia, diventa necessario far luce sugli studi di genere che si stanno sviluppando con grande lucidità e fecondità.
Il libro, che qui segnalo e raccomando, compie alcune operazioni fondamentali. Si parte dalla consapevolezza che in larga misura ci manca un vocabolario adeguato alla realtà, un linguaggio corretto per accostarci alle questioni di genere. Regna sovrana la confusione dei linguaggi. Identità sessuale, sesso biologico, identità di genere, ruolo di genere, orientamento sessuale, identità di orientamento sessuale.... non sono concetti acquisiti nella comunicazione quotidiana nei vari ambienti della nostra vita, nelle scuole, nei giornali e nei vari strumenti più accessibili ai cittadini.
Concetti come fluidità sessuale, intersessualità, disforia di genere non sono assolutamente noti nel campo degli operatori sanitari, degli educatori. Spesso sono pressoché sconosciuti da coloro che nelle chiese esercitano un ministero di insegnamento o di cura pastorale. Esiste ancora, come retroterra culturale, una concezione antropologica esclusivamente “binaria”, maschio e femmina, uomo e donna, fuori dalla quale o si è condannati all'invisibilità o si è dichiarati malati.
Il linguaggio e la mentalità del patologico hanno condotto spesso a definire malattia o disturbo ciò che fuoriusciva dalla classificazione binaria. Spesso la nostra ignoranza si traduce in linguaggi emarginanti, escludenti, che bollano di patologico ogni territorio umano e relazionale sconosciuto. La fecondità degli studi di genere consiste nella capacità di rompere l'accerchiamento del paradigma binario.

Mi sembra doveroso avvertire il lettore e la lettrice del fatto che queste pagine sono spesso difficili da leggere e da concettualizzare. Esse rappresentano un aiuto ad entrare nel mondo delle persone e delle relazioni plurali, ma non hanno la presunzione di dire l'ultima parola su alcune questioni tuttora controverse. In ogni caso ringrazio vivamente gli Autori e le Autrici di questa audace impresa di ricerca perché ci offrono un contributo preziosissimo per aiutarci a lasciare alle spalle le visioni binarie e rigide di cui sono piene la nostra cultura occidentale e le nostre teologie.Caro lettore e cara lettrice, la realtà è più ricca, varia e sorprendente di quanto gli stereotipi ci abbiamo fatto vedere.Allarghiamo lo sguardo con stupore e, ancora una volta, lodiamo il Dio della creazione che fa fiorire il suo giardino nella pluralità e nelle differenze. Scienza e fede stanno aiutandoci ad amare ogni fiore del giardino... Buona lettura

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