martedì 20 marzo 2018

Soccorre migrante in travaglio a Briancon

Soccorre migrante in travaglio a Briançon: ora rischia cinque anni, "ma lo rifarei" La guida alpina francese Benoit Ducos indagata dalla magistratura transalpina. La moglie Sophie: "Sono terrorizzata e indignata, tra i gendarmi c'era una donna"

“I gendarmi mercoledì scorso mi hanno convocato per farsi raccontare cosa fosse successo la sera di sabato. L'ho spiegato loro dicendo che se accadesse di nuovo, lo rifarei”. Benoit Ducos del Briançonnais, indagato per favoreggiamento all'immigrazione clandestina, risponde così a chi gli domanda dell'indagine della polizia francese che potrebbe costargli fino a 5 anni di carcere per aver aiutato una famiglia di migranti al confine tra Italia e Francia, la donna che era incinta e stava per partorire è stata caricata in auto da Ducos, cosa che è vietata dalle leggi sull'immigrazione.

Lui è uno dei tanti volontari che da quasi 2 anni fornisce assistenza ai migranti che cercano di valicare le Alpi in Alta Valsusa: “I gendarmi non possono dire nulla se li aiutiamo indicando i sentieri o forniamo loro assistenza nei centri come quello che abbiamo allestito a Briançon – spiegano gli attivisti di Tous Migrants – Ma se gli diamo un passaggio in auto allora diventa un reato, quello di Benoit e della signora nigeriana però era un'emergenza, la donna era in travaglio. Lo ha spiegato anche ai poliziotti che lo hanno fermato con la famiglia nella vettura al posto di blocco fuori dalla città”.

La famiglia era stata avvistata e soccorsa a Monginevro, a quota 1900 metri di altitudine in mezzo alla neve fresca che copre i sentieri alpini, ma quando Ducos ha capito le condizioni difficili della donna ha preso l'auto per portarla all'ospedale di Briançon, e proprio lì è stato bloccato dalle forze dell'ordine che hanno trattenuto anche la donna incinta per oltre un'ora. Solo l'arrivo dei pompieri ha consentito il soccorso della migrante, che ha poi partorito un figlio con un taglio cesareo d'urgenza.

Mercoledì scorso, mentre fuori dal posto di polizia di Monginevro era in corso una manifestazione di solidarietà, a Ducos sono state formalizzate le accuse. “Come voi sono atterrita per quello che è successo, non riesco a capire tutta questa violenza contro delle persone che hanno lasciato tutto per venire a cercare un po' di pace, ma ciò che mi ha più indignata sono le parole e l'atteggiamento che ha avuto una poliziotta quella sera – ha denunciato Sophie Ducos, la moglie, anche lei presente durante la corsa verso l'ospedale durante la manifestazione – Ha detto a Benoit che non aveva mai partorito e che non era quindi in grado di giudicare l'urgenza della situazione. Vorrei capire come una donna, prima che una poliziotta, abbia potuto lasciare che un'altra
donna soffrisse per tanto tempo senza intervenire. Senza dire ai suoi colleghi maschi, 'va bene ora basta'. Marcela (la migrante incinta ndr) ha rischiato la sua vita e quella di Daniel (il figlio appena nato ndr) perché lui nascesse in Francia, questo paese che fa brillare i loro occhi. Mi ha commosso vedere il libretto di salute del bambino accanto alla Bibbia di sua madre. Posso solo chiedere che questo non accada mai più”.


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