giovedì 26 aprile 2018

Figli di due madri, la diocesi di Torino all'attacco della sindaca Appendino

Il settimanale cattolico: "Strappo che sconcerta". Attacca l'omosessuale che la sindaca ha sposato con il compagno Franco: "Non esistono famiglie di serie A e di serie B"
Si può pensare che una legge dello Stato venga applicata a libera discrezione degli 8 mila Comuni d'Italia, ciascuno secondo il proprio orientamento? No, lascia davvero sconcertati lo strappo operato lunedì scorso dall'Amministrazione torinese". E' quanto si legge nell'editoriale de La Voce e Il Tempo, settimanale della Diocesi di Torino, sulla  registrazione all'anagrafe di Niccolò Pietro e di altri tre bimbi nati da coppie omogenitoriali con la procreazione assistita.

"La fuga in avanti del Comune di Torino lascia sconcertati perché rifiuta le basi della vita democratica, autorizzando il pensiero che le leggi siano valide solo per i cittadini che le hanno approvate", si legge nel commento del direttore del giornale, Alberto Riccadonna. "Lo scriviamo con totale rispetto verso la sensibilità delle persone coinvolte in queste vicende, ma crediamo che la richiesta di maternità o paternità da parte delle coppie omosessuali apra questioni troppo delicate per essere affrontata 'forzando la mano' alla legge", sostiene il giornale, che ricorda le motivazioni del no della Chiesa alla legalizzazione dei bambini con due mamme o due papà. "Il desiderio di maternità, come altri desideri della vita, non è realizzabile ad ogni costo".

Ma la presa di posizione del settimanale della Diocesi è contesta da Gianni Reinetti, la metà della prima coppia omosessuale unita nelle nozze a Torino, nel frattempo rimasto vedovo per la morte del compagno Franco. "Si è persa l'ennesima occasione per tacere. Ho appreso che sul giornale della diocesi di Torino un articolo attacca la sindaca della Città.

Dire che "ogni bambino per crescere sereno ed equilibrato ha il bisogno primario di avere un padre e una madre" è inaccettabile. L'impegno che dovrebbe avere la chiesa dovrebbe essere quello di occuparsi delle proprie cose e di non intromettersi come sempre nelle questioni politiche. Dio non conosce emarginazioni, non conosce distinzioni, ma chiede ad ogni persona di amare incondizionatamente dal proprio orientamento. Solo l'egoismo e la violenza sono contro natura. C'è tanta gente che soffre per colpa di una chiesa chiusa e ottusa all'amore, piena di pregiudizi. Nella mente e nel cuore di Dio non esiste l'uomo giusto o sbagliato, ma solo una parola e un sentimento: amore

Ciò che è stato fatto dalla sindaca di Torino e dalla sua giunta rappresenta un passo importante e storico in tutta Italia per dare piena dignità e diritti anche a quei bambini e alle loro famiglie rimasti dimenticati dallo stato con lo stralcio delle step-child adoption.

Per noi non esistono famiglie di serie A o di serie B. Le famiglie sono tutte uguali e tutte devono avere uguali diritti e dignità. Auspico davvero che il Parlamento sappia aprire in fretta una discussione per colmare questo vuoto normativo e che altre amministrazioni scelgano la strada coraggiosa che ha intrapreso il comune di Torino. Di conseguenza ringrazio la sindaca Appendino e la giunta per l'impegno.

Ho sempre pensato e sono fermamente convinto che quando un figlio cresce nell'amore ed è educato secondo principi sani
ed etici, la sua è una famiglia a tutti gli effetti, senza se e senza ma. È l'amore che crea una famiglia.

Dico grazie e non mi stancherò mai di farlo alle Famiglie Arcobaleno e al Coordinamento Torino Pride per le lotte di civiltà che stanno portando avanti con determinazione. Colgo l'occasione di invitare tutti alla Festa delle Famiglie il 6 maggio.Bisogna continuare a lottare per i diritti di tutte e di tutti. #vietatoarrendersi.

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