domenica 27 maggio 2018

Canone eucarestia domenica 27 maggio 2018

EUCARESTIA 27.5.2018
Il potere delle donne nella Bibbia
MUSICA
In questa occasione il nostro gruppo di riflessione si è soffermato su alcune figure femminili che, pur avendo un ruolo importante nella Bibbia, sono finite nel dimenticatoio, insieme a molte altre, spesso e volentieri a causa di una lettura fuorviante del testo biblico, che ha posto l’accento unicamente sui ruoli maschili. Un esempio è quello della profetessa Hulda, protagonista del secondo brano, a cui si rivolge addirittura un re per decodificare un messaggio divino; il suo ruolo nella società del tempo era, quindi, chiaramente riconosciuto e il suo nome possedeva un prestigio tale da superare quello dei vari sacerdoti e consiglieri che circondavano il re, che suggeriscono senz’ombra di dubbio di rivolgersi a lei per il delicato compito. Il caso della vedova di Sarepta, poi, ci porta a riflettere su come spesso nella Bibbia siano proprio le figure femminili ad essere portatrici di una fede incondizionata, quella che talvolta dubbiosi e tormentati profeti non riuscivano ad avere. Inoltre, la vedova era una figura marginale nelle società antiche (e talvolta moderne), in quanto priva della “protezione” di un uomo e spesso costretta a cavarsela da sola per mantenere se stessa e i propri figli. Proprio a lei, però, è affidato il ruolo di veicolare il messaggio di Dio, qui come in altri passi biblici. Probabilmente lo scopo voleva essere quello di emancipare questa figura e favorirne un’uscita dalla marginalità. La riflessione complessiva su queste donne, mancate protagoniste della grande storia del passato e talvolta del presente, ci porta a considerare la necessità di restituire loro memoria ed a valorizzare il segno che hanno lasciato. Come scrive Adriana Valerio nel libro “Le ribelli di Dio”, sono esistite figure straordinarie di donne, capaci di capovolgere le logiche maschili del dominio; nonostante ciò restano misconosciute ai più. È questo “il potere di donne senza potere”, come asserisce la studiosa. Ancora oggi, le donne di potere sono meno di quello che ci si aspetterebbe e troppo spesso sono costrette ad assumere modi e atteggiamenti mascolini per ottenerlo e mantenerlo. Ma se il passato non ha ancora portato ad una riflessione davvero feconda su questo aspetto, noi possiamo ripartire da qui.   
ANTICO TESTAMENTO (Re I 17, 8-16; Re II 22, 8-20)
Allora la parola del Signore gli fu rivolta in questi termini: «Àlzati, va' ad abitare a Sarepta dei Sidoni; io ho ordinato a una vedova di laggiù che ti dia da mangiare». Egli dunque si alzò, e andò a Sarepta; e, quando giunse alla porta della città, c'era una donna vedova, che raccoglieva legna. Egli la chiamò, e le disse: «Ti prego, vammi a cercare un po' d'acqua in un vaso, affinché io beva». E mentre lei andava a prenderla, egli le gridò dietro: «Portami, ti  prego, anche un pezzo di pane». Lei rispose: «Com'è vero che vive il Signore, il tuo Dio, del pane non ne ho; ho solo un pugno di farina in un vaso, e un po' d'olio in un vasetto; ed ecco, sto raccogliendo due rami secchi per andare a cuocerla per me e per mio figlio; la mangeremo, e poi moriremo». Elia le disse: «Non temere; va' e fa' come hai  detto; ma fanne prima una piccola focaccia per me, e portamela; poi ne farai per te e per tuo figlio. Infatti così dice il Signore, Dio d'Israele: "La farina nel vaso non si esaurirà e l'olio nel vasetto non calerà, fino al giorno che il Signore manderà la pioggia sulla terra"». Quella andò e fece come Elia le aveva detto; lei, la sua famiglia ed Elia ebbero di che mangiare per molto tempo. 16 La farina nel vaso non si esaurì, e l'olio nel vasetto non calò, secondo la parola che il Signore aveva pronunciata per bocca d'Elia.

Il sommo sacerdote Chelkia disse allo scriba Safan: «Ho trovato nel tempio del Signore il libro della legge». Chelkia diede il libro a Safan, che lo lesse.  Lo scriba Safan quindi andò dal re e lo informò dicendo: «I tuoi servitori hanno versato il denaro trovato nel tempio e l’hanno consegnato in mano agli esecutori dei lavori, sovrintendenti al tempio del Signore». Poi lo scriba Safan annunciò al re: «Il sacerdote Chelkia mi ha dato un libro». Safan lo lesse davanti al re. Udite le parole del libro della legge, il re si stracciò le vesti. Il re comandò al sacerdote Chelkia, ad Achikàm figlio di Safan, ad Acbor, figlio di Michea, allo scriba Safan e ad Asaià, ministro del re: «Andate, consultate il Signore per me, per il popolo e per tutto Giuda, riguardo alle parole di questo libro ora trovato; grande infatti è la collera del Signore, che si è accesa contro di noi, perché i nostri padri non hanno ascoltato le parole di questo libro, mettendo in pratica quanto è stato scritto per noi». Il sacerdote Chelkia, insieme con Achikàm, Acbor, Safan e Asaià, si recò dalla profetessa Hulda, moglie di Sallum, figlio di Tikva, figlio di Carcas, custode delle vesti, la quale abitava nel secondo quartiere di Gerusalemme; essi parlarono con lei ed ella rispose loro: «Così dice il Signore, Dio d’Israele: “Riferite all’uomo che vi ha inviati da me: Così dice il Signore: Ecco, io farò venire una sciagura su questo luogo e sui suoi abitanti, conformemente a tutte le parole del libro che ha letto il re di Giuda, perché hanno abbandonato me e hanno bruciato incenso ad altri dèi per provocarmi a sdegno con tutte le opere delle loro mani; la mia collera si accenderà contro questo luogo e non si spegnerà!”. Al re di Giuda, che vi ha inviati a consultare il Signore, riferirete questo: “Così dice il Signore, Dio d’Israele: Quanto alle parole che hai udito, poiché il tuo cuore si è intenerito e ti sei umiliato davanti al Signore, all’udire quanto ho proferito contro questo luogo e contro i suoi abitanti, per farne motivo di orrore e di maledizione, e ti sei stracciato le vesti e hai pianto davanti a me, anch’io ho ascoltato, oracolo del Signore! Per questo, ecco, io ti riunirò ai tuoi padri e sarai loro riunito nel tuo sepolcro in pace e i tuoi occhi non vedranno tutta la sciagura che io farò venire su questo luogo”». Quelli riferirono il messaggio al re.

Storicamente, in un contesto nel quale il patriarcato è stato dominante, il ruolo della donna non avrebbe potuto che essere subordinato, marginale e certamente questa è una constatazione amara, che non può fare a meno di denunciare le contraddizioni della società umana.
Tuttavia, ragioni di profondità di analisi, rendono necessaria l’osservazione che è recente l’inizio di una rivendicazione femminile verso l’equivalenza nei diritti sociali e antropologici; i testi dell’ A.T. che abbiamo considerato, analogamente a quanto è rilevabile per il N.T., ci possono far vedere che all’interno di questi documenti non è assente, irrilevante o marginale il ruolo attribuito alla donna dai testi, foss’anche quelli antichi.
La strumentalizzazione in chiave maschilista degli antichi testi è posteriore,mi pare possa risalire a epoca postcristiana, ma vorrei anche poter dire che solo recentemente il mondo femminile ha iniziato a richiedere un percorso di parità nei diritti e nella possibilità di contare. Non è errato dire che talvolta la società patriarcale è anche stata accettata dalle donne stesse o, perlomeno, il mondo cattolico, sia nella sua accezione orientale, sia occidentale, non ha visto una richiesta di diritti egualitari da parte delle donne.
Queste si sono spesso accontentate degli spazi loro riservati dall’autorità maschile: pensiamo a quanto accade nella Chiesa Cattolica, dove non è visibile una mobilitazione femminile contro il patriarcato dominante in questa confessione.
Se il patriarcato persiste, continua, è anche perché il mondo femminile è in una certa misura anestetizzato nei confronti degli effetti dell’esser poste in secondo piano.
Non voglio relativizzare le responsabilità maschili, ma credo sia necessaria un’osservazione completa del fenomeno. Voglio dire: non sempre le donne sanno farsi portatrici di un modello molto differente da quello a cui vorrebbero essere alternative; la scena politica internazionale, come quella nazionale del resto, è ricca di esempi di donne che hanno scelto un modello maschile.
Per non parlare in assenza di esempi, pensiamo alla Ministra Pinotti o alle altre cariche non del tutto infrequenti a livello politico italiano. Sembrerebbe che non sia sufficiente un patrimonio cromosomico omologo per  poter risultare davvero innovativi, innovative… Il percorso verso la liberazione, verso una migliore coscienza di sé è richiesto tanto alle donne quanto agli uomini. (Valter)

RIFLESSIONI
1.È questo il potere delle donne che non hanno potere ma che hanno intelligenza e intuito. 
2.È lo sguardo delle donne che non fuggono di fronte alla parola di Dio.
3.È la voce delle donne che si espone a quella della folla.
4.È il corpo delle donne che attraversa coraggiosamente il conflitto.
5.Sono le parole delle donne che accolgono semplicemente l’altro. 
Tutti. Spezziamo insieme il pane anche oggi e facciamo memoria della cena in cui Gesù spezzò il pane e versò il vino e li divise fra i discepoli, chiedendo loro di fare altrettanto e così perpetuare il suo messaggio ed esempio: “Fate questo in memoria di me”. Così disse l’amato maestro e così cerchiamo di fare noi, ogni giorno della nostra vita.
MUSICA
PREGHIERE SPONTANEE
PADRE NOSTRO
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci nell’ora della prova, ma liberaci dal male.

SALMO 63
O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l'anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.
Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca.
Quando nel mio letto di te mi ricordo
e penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene. […]

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