sabato 12 maggio 2018

COMMENTO AL VANGELO DOMENICA 13 MAGGIO

+Marco 16,15-20

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

Il termine vangelo deriva dal latino e significa “buona novella” e dai romani era usato militarmente, dopo una grande vittoria militare, un messaggero portava immediatamente la buona notizia alla cittadinanza romana, poi in seguito al ritorno del comandante vittorioso a Roma ci sarebbe stata una grande sfilata di giubilo.
In questo brano Marco spinge la sua comunità a portare la “buona novella” a tutto il mondo e per mondo si intendono le popolazioni limitrofe non ebraiche e la buona novella (vangelo) non è un libro ma la notizia che Gesù nonostante sia morto in maniera violenta, indegna per un essere umano, continua a vivere nell’abbraccio di Dio. 
L’antica credenza ebraica che Dio premia e castiga e che dopo la morte le anime si dissolvono in grotte sotterranee è stata sfatata dalle parole di Gesù che ha affermato che la bontà di Dio non ha limiti, non premia o castiga nessuno/a e che alla morte ci sarà “l’ascesa al cielo” (dove pensavano fosse situato il regno di Dio) per tutti/e dando luogo alla continuazione della vita terrena in forma, modi e tempi che solo Dio conosce e che per noi rimarrà un mistero su cui potremmo fare mille ipotesi a seconda della nostra sensibilità.
Chi farà proprio questo pensiero sarà accolto (battezzare=entrare a far parte di una comunità) in un’area di sensibilità benefica, mentre chi non vorrà condannerà se stesso.
Le ultime due righe dell’evangelista rimarcano il fatto che chiunque si metterà su questo cammino di “buona novella” avrà sempre Gesù al suo fianco e la buona parola porterà sempre con se buone azioni; la parola è sempre legata all’azione. Buoni pensieri generano buoni segni, mentre cattivi pensieri generano cattivi segni, sta al singolo scegliere.
Sergio

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