martedì 22 maggio 2018

Veglia di preghiera contro l'omofobia e le discriminazioni: "grazie"

Lettera al direttore - Il giorno 17 maggio è stata la giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia riconosciuta e sostenuta dall’Unione Europea e dalle nazioni Unite, indetta per la prima volta nel 2004 e celebrata in 130 paesi del mondo. Per la prima volta anche Alessandria ha realizzato un evento dedicato

ALESSANDRIA - Il giorno 17 maggio è stata la giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia riconosciuta e sostenuta dall’Unione Europea e dalle nazioni Unite, indetta per la prima volta nel 2004 e celebrata in 130 paesi del mondo.

Questa giornata è anche sostenuta da ben 11 anni da una “veglia di preghiera” indetta, inizialmente, dalla Chiesa Valdese Metodista a cui in seguito si sono unite anche altre Chiese tra cui la Cattolica.

Il tema conduttore di quest’anno è stato “La verità vi farà liberi" (Gv 8,32) e con questo argomento è stato proposto a tutte le Comunità aderenti uno stesso schema di preghiera ricco di citazioni, canti e meditazioni in più sostenuto da testimonianze personali.

Per la prima volta anche Alessandria ha aderito all’iniziativa e su volontà della comunità Valdese Metodista e guidata dalla pastora Lucilla Peyrot presso il Tempio di C.so Borsalino, 24 si è tenuto l’evento.

Personalmente e come cristiano ho aderito all’iniziativa apprezzando il canovaccio di letture a sostegno e gradendo molto la serata ricca di testimonianze, letture e corposamente sostenuta dalle parole della pastora.
Quello che si è svolto il 17 sera è un piccolo passo concreto contro tutte le discriminazioni ad oggi esistenti nella società civile, un semino gettato nella realtà cittadina con la speranza che l’anno prossimo anche altre Chiese cittadine aderiranno all’iniziativa non solo formalmente ma promuovendo al proprio interno specifici momenti di riflessione sull’argomento per stemperare la diffidenza e l’aggressività regnante che porta all’erezione di muri divisori anziché ponti di collegamento.
Grazie ancora di cuore a tutt* i partecipanti. 

Sergio Serafini - Lettera al Direttore

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