venerdì 22 giugno 2018

Conoscere lo sviluppo storico

La più vistosa mancanza che risulta tuttora presente nella catechesi e nella predicazione cristiana e cattolica è la conoscenza del processo storico attraverso il quale si sono formati e costruiti i dogmi.
In genere, chi si accosta ad un "sacramento" prende per buona la versione ufficiale: "i sette sacramenti" li ha istituiti Gesù. Egli dà per scontato che Gesù sia stato il fondatore, che ne ha proprio voluti sette... Dal catechismo e dalla predicazione ha ricevuto questa "informazione" e non ha nemmeno il dubbio che le cose stiano così.
Un minimo di conoscenze storiche è sufficiente per documentare che Gesù non ha mai pensato ai sacramenti e che essi si sono formati e fissati nel numero odierno dentro la Chiesa cattolica romana nello spazio di un millennio... e che altre chiese cristiane hanno percorsi "sacramentali" e liturgici assai diversi.
Come Maria, la donna ebrea, sposa di Giuseppe e madre di una numerosa famiglia, sia diventata a Efeso nel 431 "la madre di Dio" non è un dato evangelico, ma una invenzione- creazione di quella parte della gerarchia cattolica che prevalse in quel fraudolento Concilio. Che esista un papato "infallibile" non trova traccia nei Vangeli, ma è una "definizione dogmatica" del 1870.
Mancando l'informazione storica, la lettura della Bibbia diventa lettura della Parola di Dio anziché la preziosa testimonianza di fede di credenti, collocati in tempi e culture diverse.
Il cristiano consapevole non può trascurare la conoscenza storica perché la storia e la Bibbia sono i "due libri" che non dobbiamo mai separare. 
Franco Barbero

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