giovedì 7 giugno 2018

Giugno incontri Comunità nascente

Ciao a tutte e tutti,
Il prossimo incontro della Comunità nascente sarà domenica 24 giugno (in via Principe Tommaso, 4 a Torino). L’eucarestia-predicazione su “La donna nella cultura ebraica e nel vecchio testamento”saràpreparata dal nuovo gruppo di riflessione nascente (Anna, Chiara, Marianna e Walter). Il gruppo è aperto a chiunque voglia prenderne parte, per informazioni scrivere a Marianna phorfyra@gmail.com
L’incontro prenderà avvio dalle ore 10,00 con gli arrivi, poi alle 10,30 si inizierà l’eucarestia e il confronto che sarà prolungato fino alle 13,30-14,00 avendo inserito un momento di formazione più specifico tenuto da don Franco. A seguire il pranzo comunitario (ognuno è invitato a portare qualcosa da mangiare tutte/i insieme per la condivisione), momento conviviale e di scambio, a chiudere la giornata un breve momento di programmazione. L’incontro terminerà alle 15,30.

Vi rammento inoltre che sabato 16 giugno si svolgerà a Torino il Gay Pride e il titolo di quest’anno è “Nessuno dorma!”. La partenza avverrà intorno alle 16.30 da via San Donato angolo piazza Statuto e seguirà il percorso di via Cernaia, Pietro Micca, piazza Castello e via Po per concludersi in piazza Vittorio Veneto.
Il claim del 2018, “Nessun dorma!”, richiama chiaramente l’attenzione sui tempi cupi, “bui” e troppo spesso “addormentati” in cui viviamo: tempi in cui prende piede una cultura della semplificazione ad opera dei “luoghi comuni”, in cui chi è “diverso” o percepito come tale assume facilmente il ruolo di capro espiatorio. Tempi di crisi economica, sociale e culturale in cui rialza la testa un fascismo dai mille volti.
Il Pride di quest’anno, dunque, è dichiaratamente e nettamente antifascista, antirazzista e di lotta, se possibile ancor più delle edizioni precedenti. 

L’immagine invece è quella di un pugno: la mano chiusa con le dita piegate e fortemente strette: un segno di lotta ma anche di forza e di vivido incitamento. Tendere ad afferrare ciò che uno non ha ancora e stringere, invece, ciò che già si è conquistato.La forza del pugno che si sposa con la purezza cromatica "senza esitazione" del rainbow e che rimanda all’arcobaleno: rappresentazione cromatica universale del mondo LGBTQI.
Infine, il pugno, simbolo senza tempo, stratificato, che non vuole e non deve ricondurre a un concetto univoco ma che ha l’ambizione di simboleggiare la lotta, anzi le lotte, di tutte e tutti contro il mai sopito avanzare di discriminazioni sempre nuove.
A partire dalla guerra civile spagnola il pugno chiuso è diventato, infatti, simbolo di tutti i movimenti che si opponevano al fascismo. È stato utilizzato successivamente in molte circostanze e da diversi movimenti per i diritti dei gruppi discriminati, in nome della solidarietà e della ribellione, come, ad esempio, il movimento per i diritti civili degli anni ‘60 del ‘900, il movimento femminista americano o il movimento dei militanti per i diritti dei neri.

Un abbraccio
Anna

Nessun commento:

Posta un commento