lunedì 11 giugno 2018

Lasciate i porti aperti a chi salva vite in mare

A: Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli

Lasciate i porti aperti a chi salva vite in mare – per firmare la petizione cliccate qui 

Signor ministro, 
le chiediamo di non chiudere i porti del nostro Paese alle navi che salvano vite in mare. 
La decisione del ministro degli Interni Matteo Salvini di impedire l'approdo della nave Aquarius è preoccupante dal punto di vista umanitario e viola la più elementare legge del mare, ossia dare soccorso ai naufraghi. 
Quale ministro delle Infrastrutture lei sa bene che la responsabilità di quelle vite sospese ricade totalmente su di lei, mentre il Viminale non ha competenza al riguardo. 
Il rifiuto di dare accesso ai porti a chi ha effettuato soccorsi in mare di migranti e rifugiati viola anche la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, quando le persone soccorse sono in stato di bisogno o necessitano di cure mediche urgenti.
Perché è importante?
La decisione del ministro Salvini non servirà a fare pressione sull'Unione europea, come ha affermato, ma a isolare l'Italia ed evitare di riformare davvero l’accordo di Dublino. 
In questo modo assecondiamo solamente i governi xenofobi dell'Est europeo, come quello di Viktor Orban, che finora hanno scaricato la gestione degli sbarchi sui paesi europei del Mediterraneo, primo tra tutti l'Italia. 
Sono 629 i migranti salvati dalla nave Aquarius, l’unica ong oggi presente nel Mediterraneo. Tra loro ci sono 7 donne incinte, 11 bambini, 123 minori non accompagnati, che rischiano di nuovo la vita dopo essere fuggiti da violenze e persecuzioni, dopo avere attraversato il deserto e dopo essere stati sfruttati dai trafficanti.
Petizione del sito Progressi – l’Italia in movimento

Nessun commento:

Posta un commento