mercoledì 13 giugno 2018

Sabato 16 giugno si svolgerà a Torino il Gay Pride e il titolo di quest’anno è “Nessuno dorma!”. Dal suo blog don franco Barbero invita la comunità di Pinerolo e tutte le altre comunità, gruppi, persone a partecipare perché: “Si tratta di difendere i diritti delle persone LGBT e di proseguire la lotta fino al matrimonio paritario”. La partenza avverrà intorno alle 16.30 da via San Donato angolo piazza Statuto e seguirà il percorso di via Cernaia, Pietro Micca, piazza Castello e via Po per concludersi in piazza Vittorio Veneto. Il claim del 2018, “Nessun dorma!”, richiama chiaramente l’attenzione sui tempi cupi, “bui” e troppo spesso “addormentati” in cui viviamo: tempi in cui prende piede una cultura della semplificazione ad opera dei “luoghi comuni”, in cui chi è “diverso” o percepito come tale assume facilmente il ruolo di capro espiatorio. Tempi di crisi economica, sociale e culturale in cui rialza la testa un fascismo dai mille volti. Il Pride di quest’anno, dunque, è dichiaratamente e nettamente antifascista, antirazzista e di lotta, se possibile ancor più delle edizioni precedenti. L’immagine invece è quella di un pugno: la mano chiusa con le dita piegate e fortemente strette: un segno di lotta ma anche di forza e di vivido incitamento. Tendere ad afferrare ciò che uno non ha ancora e stringere, invece, ciò che già si è conquistato. La forza del pugno che si sposa con la purezza cromatica "senza esitazione" del rainbow e che rimanda all’arcobaleno: rappresentazione cromatica universale del mondo LGBTQI. Infine, il pugno, simbolo senza tempo, stratificato, che non vuole e non deve ricondurre a un concetto univoco ma che ha l’ambizione di simboleggiare la lotta, anzi le lotte, di tutte e tutti contro il mai sopito avanzare di discriminazioni sempre nuove. A partire dalla guerra civile spagnola il pugno chiuso è diventato, infatti, simbolo di tutti i movimenti che si opponevano al fascismo. È stato utilizzato successivamente in molte circostanze e da diversi movimenti per i diritti dei gruppi discriminati, in nome della solidarietà e della ribellione, come, ad esempio, il movimento per i diritti civili degli anni ‘60 del ‘900, il movimento femminista americano o il movimento dei militanti per i diritti dei neri.

Sabato 16 giugno si svolgerà a Torino il Gay Pridee il titolo di quest’anno è “Nessuno dorma!”. Dal suo blog don franco Barbero invita la comunità di Pinerolo e tutte le altre comunità, gruppi, persone a partecipare perché: “Si tratta di difendere i diritti delle persone LGBT e di proseguire la lotta fino al matrimonio paritario”.

La partenza avverrà intorno alle 16.30 da via San Donato angolo piazza Statuto e seguirà il percorso di via Cernaia, Pietro Micca, piazza Castello e via Po per concludersi in piazza Vittorio Veneto.


Il claim del 2018, “Nessun dorma!”, richiama chiaramente l’attenzione sui tempi cupi, “bui” e troppo spesso “addormentati” in cui viviamo: tempi in cui prende piede una cultura della semplificazione ad opera dei “luoghi comuni”, in cui chi è “diverso” o percepito come tale assume facilmente il ruolo di capro espiatorio. Tempi di crisi economica, sociale e culturale in cui rialza la testa un fascismo dai mille volti.
Il Pride di quest’anno, dunque, è dichiaratamente e nettamente antifascista, antirazzista e di lotta, se possibile ancor più delle edizioni precedenti. 
L’immagine invece è quella di un pugno: la mano chiusa con le dita piegate e fortemente strette: un segno di lotta ma anche di forza e di vivido incitamento. Tendere ad afferrare ciò che uno non ha ancora e stringere, invece, ciò che già si è conquistato.La forza del pugno che si sposa con la purezza cromatica "senza esitazione" del rainbow e che rimanda all’arcobaleno: rappresentazione cromatica universale del mondo LGBTQI.
Infine, il pugno, simbolo senza tempo, stratificato, che non vuole e non deve ricondurre a un concetto univoco ma che ha l’ambizione di simboleggiare la lotta, anzi le lotte, di tutte e tutti contro il mai sopito avanzare di discriminazioni sempre nuove.
A partire dalla guerra civile spagnola il pugno chiuso è diventato, infatti, simbolo di tutti i movimenti che si opponevano al fascismo. È stato utilizzato successivamente in molte circostanze e da diversi movimenti per i diritti dei gruppi discriminati, in nome della solidarietà e della ribellione, come, ad esempio, il movimento per i diritti civili degli anni ‘60 del ‘900, il movimento femminista americano o il movimento dei militanti per i diritti dei neri.

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