domenica 17 giugno 2018

Todi, trasferita la bibliotecaria che difende la libertà di espressione

Colpevole di non aver stilato una lista dei libri presenti sugli scaffali che introducono i bambini all'ottica di genere, ritenuti "pericolosi" dall'assessora alla Famiglia, andrà a occuparsi di urbanistica. L'Associazione italiana biblioteche: "La solita censura indiretta"

ROMA - Poiché a Todi, città di circa 16mila abitanti, la biblioteca ha attirato 12mila visitatori in un anno, è meglio assegnare la direttrice a un altro ufficio. Il paradosso del quale sono protagonisti la direttrice della biblioteca del Comune umbro e la sua amministrazione avrebbe del ridicolo, se non fosse che la storia cela molto più di un malfunzionamento burocratico, ed è stata additata da alcuni come "crociata omofoba e oscurantista".

La direttrice Fabiola Bernardini era salita agli onori delle cronache lo scorso novembre, quando l'assessora alla famiglia di Todi, Alessia Marta, le aveva chiesto conto dei libri, presenti in biblioteca, colpevoli di introdurre i bambini all'ottica di genere. Stavolta, sempre secondo l'amministrazione, la colpa della bibliotecaria è quella di non aver fornito un elenco dettagliato dei libri messi all'indice (per il Comune, chiaro). Elenco impossibile da stilare visto che non ci sono titoli specifici: si tratta al massimo di storie per bambini in cui due pinguini maschi si prendono cura insieme di un uovo.

Peggio ancora, raccontano in città, dove molti hanno scritto per prendere le difese della bibliotecaria, Bernardini ha avuto l'ardire di partecipare alla manifestazione del 25 Aprile con l'Anpi (alla quale il Comune aveva negato il patrocinio), e ancor di più di farsi fotografare a una manifestazione delle Famiglie Arcobaleno, intenta a leggere un libro con un bambino.

Dal 17 maggio il Comune ha così deliberato che Bernardini debba essere trasferita all'ufficio Urbanistica, per fare cosa non si sa, visto che la bibliotecaria ha un curriculum altamente specializzato per il suo lavoro, con tanto di corso di biblioteconomia alla Biblioteca apostolica vaticana, mentre, per sua ammissione, di urbanistica non sa nulla.

Il sindaco di Todi Antonino Ruggiano (di Forza Italia, a capo di una giunta in cui c'è anche CasaPound) ha motivato il trasferimento con pratiche di "efficientamento" dell'amministrazione. Peccato non si capisca come Todi possa avere maggiore efficienza spostando un dipendente con alto rendimento (grazie alla biblioteca il Comune ha goduto di fondi del Mibact) a un ufficio di cui non sa nulla.

A difesa della dottoressa Bernardini si è schierata l'Aib, Associazione italiana biblioteche: "Abbiamo già diffuso un documento per denunciare che quanto accade a Todi ha tutta l’aria della solita forma di censura indiretta, che ha colpito le biblioteche in tutte le epoche storiche: si fa in modo che muoiano in sordina togliendo loro autonomia e risorse, a cominciare dai bibliotecari provvisti di etica professionale - sottolinea la presidente Aib, Rosa Maiello - Il documento sarà ora tradotto in inglese e diffuso a livello internazionale. Stiamo inoltre sensibilizzando e mobilitando il mondo della cultura".

Sul caso di Todi sono state già avviate due interrogazioni parlamentari, dal deputato Magi di +Europa e da Depetris del gruppo Misto. Inoltre l'associazione Lgbt Omphalos ha diramato un comunicato in cui il presidente Bucaioni parla di "crociata medievale oscurantista" da parte del Comune umbro.

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