lunedì 23 luglio 2018

Brunetto Salvarani, Teologia per tempi incerti

Viviamo in un tempo di crisi, “liquido”, e per molti aspetti – “cupo e depresso”, “incline a populismi più o meno manierati, e sottoposto a un inedito disordine mondiale continuamente da decifrare”. Sono queste le premesse che hanno spinto Brunetto Salvarani a pubblicare questa sua Teologia per tempi incerti (Laterza, 2018, p. 199, 17€): una sorta di “guida alla speranza” interamente incentrata sulla riscoperta dell'umanità biblica. Quello di Salvarani è un nome noto ai lettori di Adista, che ascoltano le sue trasmissioni radiofoniche e conoscono i suoi studi di teologia e di analisi ecclesiale. 
La convinzione che sta alla base di questo suo ultimo contributo editoriale è che nello scenario sopra descritto “non è affatto strano, anzi è del tutto naturale che persino le narrazioni delle fedi, le loro consolidate grammatiche e i loro racconti su Dio carichi di gloria e di secoli (ma anche di polvere e di acciacchi) si siano fatti opachi, afoni, inservibili”. In realtà, è l'intero orizzonte convenzionale del religioso, ci spiega l'autore, “a essersi attorcigliato su se stesso, e il cristianesimo tutto a essere andato in frantumi, rendendosi incomprensibile ai più, e per molti versi innaturale”. Anche per questo motivo, servono nuovi strumenti di comprensione, particolarmente necessari per capire “il ritorno sul palcoscenico sociale e politico di questa o quella divinità e dei suoi autonominati funzionari, troppo spesso con il volto bifronte dei fondamentalisti più violenti e antiumani o degli spiritualisti più lievi e accomodanti”. 
Per Salvarani, è ormai chiaro a tutti che al tempo della globalizzazione Dio non è scomparso, mentre è invece il religioso a essersi scomposto e frammentato. Se il “regime della cristianità” si è ormai dissolto, è vero anche però che da tale trasformazione è sorto il problema della trasmissione del cristianesimo alle nuove generazioni, sempre più distanti delle istituzioni tradizionali. “La tesi dunque che mi muove qui, in prima battuta - scrive Salvarani - è che l'ignoranza della Bibbia - assai più di quanto non appaia a una lettura superficiale - sta alla base della nostra attuale incapacità di capire a fondo chi siamo, dove stiamo andando e cosa stiamo a fare al mondo. Per questo, uno degli obiettivi di queste pagine è di stimolare la curiosità soprattutto di quanti non l'hanno mai, o quasi mai, presa in considerazione”.
Il libro si struttura in sette capitoli con un'appendice composta da una “piccola cassetta degli attrezzi per principianti innamorabili della Bibbia”. Il testo è fluido e piacevole alla lettura. I personaggi della Bibbia si susseguono nei lori affanni, amori e lotte. Sono personaggi umani, appunto, che mentono e tradiscono, uccidono e vengono uccisi, desiderano e sognano, mangiano e si emozionano: “sono, dunque, come gli uomini e le donne di ogni tempo e di ogni luogo, di ieri e di oggi, chiamati a fare i conti con la fragilità dell'essere umani”. Si va dalla paradossale riluttanza del profeta Giona, alle fatiche di Noè, dall'ansia febbrile del patriarca Giacobbe alla solitudine ferita di Giobbe, dallo sguardo perso nel vuoto di Qohelet / Salomone alle delusioni a ripetizione di Gesù e i tormenti dei primi cristiani. Sia chiaro, per Salvarani “la rilevanza della Bibbia non riguarda soltanto aspetti legati alla fede”; dall'altra parte, “bisogna fare attenzione a un equivoco, certo possibile, che rischia di nascere da un simile richiamo alla Bibbia, qualora - malauguratamente - lo si leggesse come un invito a un serrare le file dell'Occidente nel momento in cui si è aperto un delicato e complicato confronto con il mondo islamico”. La Sacra Scrittura viene quindi presentata dall'autore come “un lungo, lento e faticoso esercizio a riconciliare l'umanità con la propria debolezza, la propria finitezza, le proprie cicatrici. Senza scansarle. Senza trovare rifugio in universi consolatori, in comodi ma improbabili Dio-tappabuchi, cercando di accettare i nostri limiti”. 
(recensione a cura di Alessandro Santagata) In libreria per Laterza, 2018, pp. 199, € 17. 

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